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Armoestetica e le differenze con l'Armocromia


Per capire meglio ciò che differenzia l'Armoestetica dall'Armocromia si parte prima di tutto dal significato della parola.


Armoestetica: “armo” sta per armonia, mentre “estetica” sta per aspetto fisico, aspetto esteriore. (Dal gr. aisthētikós ‘che concerne la sensazione’, rispondente al gusto e al senso della forma). Letteralmente significa "armonia nell'estetica".


Armocromia: “armo” sta per armoni, mentre “cromia” sta per colori. Letteralmente significa “armonia nei colori”.


Da una parte quindi abbiamo una disciplina che ha a che fare con l'armonia dell'aspetto estetico, mentre dall’altra ne abbiamo una che ha a che fare con l'armonia nei colori.


Già nel significato della parola si capisce quali siano le differenze, ma andiamo oltre il significato della parola, giusto per evitare di lasciare spazio a interpretazione e immaginazione.


GLI ELEMENTI CHE CARATTERIZZANO L'INDIVIDUO

Ormai tutti conoscono l'armocromia, quindi c'è poco da dire in merito, ma per comprendere l'Armoestetica, perché è nata e in cosa si differenzia, dobbiamo necessariamente partire da una prima domanda:


  • da quanti elementi è formata l’immagine esteriore di una persona (aspetto estetico)?

Per rispondere a questa domanda suggerisco di mettersi davanti allo specchio e osservare ciò che quest'ultimo mostra.

E' possibile infatti notare, in prima battuta, ciò che si vede, nello specifico linee e colori.


Ogni immagine, così come una foto, un dipinto, un oggetto, quindi la persona stessa, è caratterizzata infatti da un mix dei seguenti element:

  • linee

  • colori.

L’insieme di questi due elementi contribuisce a creare una rappresentazione visiva del soggetto, nel nostro caso dell'individuo.


Ma se prendiamo solo i colori, senza linee, essi diventano solo combinazioni cromatiche, mentre se prendiamo le linee, senza colori, esse diventano solo disegni grafici.


Se prendiamo in considerazione in maniera più specifica l’aspetto estetico di ogni individuo, allora possiamo affermare che esso è composto dagli stessi elementi:

  • forme del viso e del corpo

  • colori naturali di pelle, capelli e occhi.

Questi elementi, insieme, concorrono alla creazione di quello che secondo l'Armoestetica è un individuo con caratteristiche uniche, una vera e propria opera d'arte, un capolavoro della natura.


A differenza dell'Armoestetica, l’armocromia è senz’altro una disciplina utile, ma rimane limitata alla comprensione di una sola componente visiva - il colore - , e non è un caso che il professionista specializzato in questa disciplina, dopo aver effettuato il relativo test cromatico, lascia i propri clienti con una palette cromatica e con informazioni sulla categoria cromatica - o stagione cromatica - più alcune linee guida sulle combinazioni da utilizzare nell'indossare i colori negli abiti, nei capelli e nel trucco.


Alcune volte la componente visiva colore si lega anche ad altre componenti morfologiche e stilistiche per fornire una soluzione più completa alla Clientela, ma sempre con un approccio compartimentato o/e poco sincronico tra colori, forme, linee e stile.


In oltre una decade di esperienza sul campo a fianco di migliaia tra Clienti e Pazienti, ho notato che, dopo aver effettuato il test cromatico - che viene accompagnato da un primo momento di euforia per la consegna della propria “palette” - le persone tendono a ritornare sulle “vecchie abitudini”, semplicemente perché le nuove abitudini legate ai "colori amici" dettate dal professionista difficilmente vengono davvero assimilate con successo.

Se poi prendiamo anche in considerazione il fattore "percezione" e cioè come si percepisce, si vede la persona, allora è facile capire che è necessario approcciare l'individuo in maniera più profonda e olistica.

Durante il test cromatico, infatti, nessun altro elemento viene considerato, salvo in rari casi ma sempre in maniera frammentata e poco sincronica.


Personalmente non riesco proprio ad osservare i colori di una persona senza tener presente:

  • le caratteristiche del suo viso e del suo corpo

  • la sua personalità

  • il suo carattere

  • come si muove

  • come parla

  • come arriva truccata, se donna, pettinata e vestita

  • e soprattutto senza tener presente il motivo per il quale questa persona mi ha cercata e, dunque, il momento che sta vivendo e che l’ha portata nel mio studio proprio ora.

Insomma, è necessario ottenere una visione d'insieme di un individuo e, per ottenerla, è necessario avere un sistema funzionale, efficace testato in grado di studiare in maniera sincronica tutte le componenti che lo rappresentano.


E qui, infatti, arriviamo alla seconda domanda, un pochino più complessa:

  • una donna timida che, fino a ieri, ha indossato un vestito grigio e beige, può davvero indossare con nonchalance un rosa schiaparelli solo perché le regole del colore lo impongono, oppure deve passare da un altro percorso di consapevolezza per arrivare a indossarlo? Oppure, una donna con colori chiari e freddi deve per forza indossare solo colori pastello in palette anche se la sua parte drammatica grida al mondo “forza”?


IL DIFETTO DI FABBRICA

Bene, adesso è arrivato il momento di fare chiarezza attraverso una rivelazione importante che chiarirà, almeno in parte, cosa differenzia l'Armoestetica dall'armocromia:


  • nella visione che contraddistingue l'Armoestetica, tutto ciò che studia solo l'aspetto colorimetrico della persona ha un enorme gap, una sorta di difetto di fabbrica rende incompleto il lavoro, e l'armocromia non ne è esente!

Non starò a dirti il motivo di questo difetto di fabbrica, anche perché lo riveliamo nei corsi inclusi all'interno del nostro Tourkit Academy. Sappi però che è lo stesso difetto che ritroviamo anche nei sistemi di studio morfologico e stilistico disponibili sul mercato nazionale e internazionale, difetto che rende certe professioni semplici da avviare ma difficili da far prosperare nel medio e lungo termine!


La cosa importante da sapere è il fatto che il test cromatico nudo e crudo, effettuato dall'armocromista o/e dal consulente di immagine, considera i colori non solo con una modalità a compartimenti stagni, ma anche con parametri standardizzati attraverso sistemi di analisi del colore che utilizzano appena 12 – 16 – 24 – 32 - 64 sottogruppi cromatici (o stagioni), per soddisfare le esigenze di 8,388,608 diverse combinazioni possibili che troviamo nella creazione dell’essere umano, con relativi caratteri estetici!


Le nostre 23 coppie dei cromosomi, all’interno dei quali troviamo i geni, creano migliaia di combinazioni possibili, da cui nasceranno individui con peculiarità estetiche differenti, il tutto a partire proprio dalla struttura cellulare.


Questi dati legati alla nostra genetica ci fanno capire che anche le combinazioni di colori proposti dovranno essere un numero elevatissimo e che dunque “appena” 12-16-20, fossero anche 100 palette standard, non basterebbero a lavorare con le caratteristiche di ogni individuo, senza poi considerare le caratteristiche portanti delle diverse etnie!


Appena 4 macro-categorie e 12 sottogruppi, come anche 16 categorie o 64, sono davvero un range limitato per lavorare su ciascun individuo, considerando una popolazione mondiale composta da 8 miliardi di individui appartenenti a diverse etnie ma tutti unici per caratteristiche fisiche e dna. Insomma, un approccio davvero limitato a tutti gli effetti.


Questo approccio porta naturalmente ad una standardizzazione cromatica dell'individuo, oltre al fatto che studiare solo gli aspetti colorimetrici di una persona fornisce una visione parziale di quest'ultima e, di conseguenza, limita l'elaborazione di soluzioni che saranno incomplete, oltre che standardizzate.


L'UNICITA' RISIEDE IN OGNUNO DI NOI

Ma facciamo un passo avanti.


Se prendiamo in considerazione le linee e le forme che caratterizzano un individuo, allora è bene sapere che, anche in questo caso, abbiamo infinite combinazioni diverse non solo di colori ma anche di lineamenti.


Che cosa significa questo?


Significa che quando colori e linee si mescolano insieme, determinando unicità e definendo l'opera d'arte che ogni individuo rappresenta, cosa accade veramente?


Per comprendere e riflettere meglio, osserviamo l’immagine seguente:

Le due donne nell'immagine hanno caratteristiche cromatiche simili, ma possiedono lineamenti e dettagli del viso estremamente diversi.


La donna a sinistra è caratterizzata da lineamenti retti, mentre la donna di destra da lineamenti curvi.


Adesso ecco alcune domande su cui riflettere attentamente.

  • Queste due donne, che cosa comunicano di uguale e cosa di diverso?

  • Chi ha più forza, e chi più dolcezza tra le due?

  • Chi ha una forza più drammatica, oppure più dolce?

  • Queste 2 donne potranno utilizzare gli stessi colori?

  • E, soprattutto, che cosa vogliono dire di loro stesse?

Ma non è finita.


Se mi trovo davanti a donne con caratteristiche cromatiche diverse, ma con lineamenti uguali/simili, come nell'immagine seguente, posso usare le stesse tonalità e/o combinazioni di colori per esprimere forza?

Tra queste due donne:

  • chi è più pungente?

  • Chi esprime maggior femminilità?

Da tutte queste domande - e da moltissime altre -, unitamente all'esperienza decennale maturata sia in ambito estetico che medico, nasce la voglia di dare risposte precise e meticolose che alla fine trovano conferme nell'Armoestetica.


ARMOESTETICA E SECONDA PELLE

Infatti, l'Armoestetica prevede di porre uno sguardo sull’individuo con un approccio all'unità e alla sincronia di diversi componenti/elementi - in tutto 7 - che definiscono la dimensione estetica personale, toccando anche quella legata al benessere individuale.


L'Armoestetica prevede uno studio d'insieme dell'individuo, con l'obiettivo di estrapolare vere e proprie soluzioni estetiche di nuova generazione che impattano sull’aspetto estetico e sul benessere attraverso la gestione di quella che noi chiamiamo seconda pelle.

Ma cosa è la seconda pelle?

Nell'Armoestetica la seconda pelle è quell'estensione della nostra pelle composta da accessori, colori, abiti, tessuti, trucco, texture, ecc... che va a creare il nostro habitat quotidiano, quindi tutto ciò che noi indossiamo durante la giornata e i vari momenti della nostra vita.


Nell'Armoestetica si lavora proprio su questa seconda pelle, e lo facciamo attraverso un meccanismo divertente, veloce, pratico, efficace e, per il Cliente coinvolto, privo di sforzi e sacrifici fisici.


Ma non è tutto perché nell'Armoestetica si prendono in considerazione, come ho già detto, altri aspetti variabili dell'individuo, come:

  • la personalità e il carattere

  • gli obiettivi personali e/o professionali

  • il momento che la persona sta vivendo

  • le esigenze di comfort e life style individuali

Questo approccio ci permette di estrapolare infinite combinazioni di soluzioni in grado di impattare in modo profondo sia sulla dimensione estetica che sul benessere di ciascun individuo, sempre rispettando la sua unicità ed autenticità e ciò che vuole rappresentare e/o diventare nel mondo.


In definitiva, a differenza dell'armocromia, che studia in modo compartimentato l'individuo solo nelle sue caratteristiche cromatiche al fine di creare un'armonia nei suoi colori, l'Armoestetica studia in modo sincrono i seguenti elementi/componenti:

  • Colori naturali (i capelli non si coprono perché fanno parte integrante della personalità, rispetto al colore che scegliamo di tenere in testa)

  • Il viso e il suo impatto estetico: è un viso che comunica dolcezza, forza, riservatezza,etc..

  • Il corpo e il suo impatto estetico: è un corpo che comunica accoglienza, femminilità, seduzione, androginia, etc...

  • Il momento che la persona sta vivendo (“perché sei arrivata ORA da me?”)

  • L’obiettivo che la persona ha: vedersi più giovane, più magra, più femminile, più forte, etc...

  • Lo stile personale (che muta nel tempo)

  • la personalità di ogni individuo

  • le esigenze di comfort e lifestyle personali

Insomma, le differenze tra Armoestetica e armocromia sono davvero profonde, questo perché se la prima ha l'obiettivo di mettere in luce l'unicità dell'individuo attraverso un approccio olistico e sincronico dei diversi elementi che lo caratterizzano (tra cui il colore), la seconda è focalizzata sul dare armonia all'individuo attraverso un approccio unicamente centrato sul colore.

La scelta di una disciplina anziché l'altra dipende solo ed esclusivamente dal modo in cui il professionista vuole impattare sulla vita di ciascun Cliente e dalla profondità delle informazioni che si vogliono acquisire nel percorso professionale e di carriera, oltre che sugli obiettivi di crescita che si vogliono raggiungere nel breve, medio e lungo termine.


Accademia Nuova Bellezza - Armoestetica PRO


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